Invettive e liti sui social: ora si rischia

Un avvocato di Reggio Emilia, Stefano Manfreda, ha chiesto e ottenuto dal giudice Chiara Zompì un'ordinanza urgente. Con l'atto del giudice si impone la rimozione del post su Facebook che ha fatto partire la querela e nel caso l'autore dovesse battere la fiacca, il giudice multerà ogni giorno trascorso con 100 euro. Il fatto - Il caso in questione ha visto coinvolte un'estetista e una parrucchiera della provincia di Reggio Emilia.

A ottobre dello scorso anno la parrucchiera aveva deciso di vendere prodotti di bellezza, pubblicizzandoli su Facebook. Le inserzioni sono state notate dal compagno dell'estetista che ha scritto il primo post a riguardo: "Ecco a voi la nuova estetista... quando si dice concorrenza spietata... Vuoi un consiglio - ha scritto l'uomo - appena puoi sputati in faccia da sola".

A questo ha seguito un altro lungo post ritenuto offensivo dalla parrucchiera che si è prima rivolta ai Carabinieri e poi al suo avvocato. Solo dopo l'ordinanza con la multa da 100 euro al giorno, l'uomo ha rimosso il post.

Già in passato vi erano stati pronunciamenti contrastanti in materia. Di recente, però, sembra che la giurisprudenza sia sempre più orientata alla condanna della lite e della diffamazione a mezzo internet.

E' un chiaro segnale di civiltà che interviene a contrastare la sempre più dilagante leggerezza del dialogo "virtuale". Il fatto che, raramente, si venga querelati per quello che si scrive su un social ha "autorizzato" l'uso di improperi, accuse, prese in giro e parolacce.

C'è, però, da analizzare anche l'aspetto sociologico di questo comportamento. Perché si è così aggressivi davanti ad un monitor? Il solo fatto di essere "nascosti" innesca l'aggressività latente nella specie abbattendo i freni inibitori che, normalmente, la tengono a bada. Ed è proprio questo aspetto che più fa paura: l'uomo è violento! E questa violenza fa capolino non appena le condizioni e i contesti lo permettono. Un'alta probabilità di immunità, di farla franca, come si suol dire, abbatte le regole sociali che contrastano la violenza ancestrale che ancora alberga nel nostro inconscio e lascia che la stessa si manifesti nelle forme più esacerbate: stadio, manifestazioni, internet.

Ma da oggi sembra che qualcosa possa cambiare almeno per ciò che riguarda il web.